La gente che frequento
(in mezzo a un discorso pallosissimo su Facebook relativo alla schiavitù volontaria)
Federico: Comunque, per mettervi a tacere: “C’è gente che pagherebbe per vendersi” (Hugo)
Matteo: Dai che ce la stiamo facendo, lo sapevo che eravate ragazzi promettenti! Tra un po’ riusciremo a fare persino dei bei discorsi.. Se poi riuscissimo ad ovviare a un po’ di citazionismo sterile non sarebbe affatto male.
Alessandro: Sì beh, per me vale il contrario: io mi venderei per pagare!
Alessandro: Il citazionismo sterile è un’esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è una delle migliori.
Matteo: Troppa sottigliezza è una falsa finezza; vera finezza è sottigliezza al punto giusto. [cit.]
Alessandro: Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, tocca a lei!
Marco
(Nota: l’ultima frase di Alessandro è quello che dice Allen a Don Francisco in Amore e Guerra alla fine della gara di proverbi)
Finizioni su un divano

Leggo Il Foglio. Intanto ascolto Wagner e mi riempio la testa di erotismi sulla socialdemocrazia liberale. Allungo una mano, prendo il bicchiere e – mentre sorseggio il mio Martini cocktail – penso a una patrimoniale sugli immobili di Amnesty International. Tutto è sereno. Le Valchirie stanno per bombardare Dresda. Rommel, volpe del deserto, è stato sconfitto dallo spread. Giocando a Risiko rubo i carriarmatini al Trota e invado la Padania. Hollande viene sconfitto all’ultimo minuto alle finali di X Factor. Sistemandomi i gemelli della camicia, sogno quanti cacciabombardieri si possono comprare aumentando l’IVA di due punti. Poi finalmente ripenso all’abolizione del Concordato, e sorrido. Mille giornate come queste. Poi cento, poi ancora mille. Bisogna essere sadici: lo chiede l’Europa.
Marco
Nota. Commento di Federico Invernizzi: Ad una seconda lettura appare evidente che il narratore è “l’Europa”.
Enrico Rossi, Cerasa, la saggezza
Non condivido la posizione di Enrico Rossi, ma in questa intervista di Claudio Cerasa c’è davvero molta saggezza. Soprattutto in questo passaggio conclusivo:
Già, il dopo. Il ragionamento di Rossi lo avrete capito: il governatore scommette sul fatto che una volta esaurita la fase montiana vi sarà un’inevitabile voglia di sinistra che il Pd farebbe male a non andare a stimolare, e ovviamente a rappresentare. Ed è proprio su quel versante – sostiene il governatore – che il Partito democratico deve andare a cercare il famoso popolo astensionista. Rossi però dice anche qualcosa di più. Prima scherza sul suo futuro (“Ma quale segretario, ma quale presidente del Consiglio: lasciatemi fare per ora il governatore, dai”) ma poi si immerge nel mondo della fantapolitica e prova a fare lui il mago. “E che non lo so che alle prossime elezioni è probabile che si candiderà qualcuno che fa parte di questo governo? E che non lo so che nel nostro partito molte persone sarebbero pronte a sostenere un Monti o un Passera o un qualsiasi altro ‘erede’ di questo governo? Lo so, certo che lo so, tutti lo sappiamo. Ovvio: trovo curioso che a sostenere la teoria del ‘Monti dopo il 2013’ siano tutti quei dirigenti del mio partito che fino a oggi si sono spesi con passione per difendere ‘il bipolarismo’, ‘la vocazione maggioritaria’. Ma a parte questo, beh, cosa volete che vi dica? E’ evidente: Passera e Monti sono liberi di candidarsi, i nostri amici ‘moderati’ sono liberi di appoggiarli, noi però, da parte nostra, siamo liberi di fare il Pd. E il Pd, sia chiaro, non potrà mai essere il partito dei Passera e dei Monti. E’ un’altra cosa, dai – e questo chi vuole salvare il Pd lo sa, eccome se lo sa”.
Marco
Se tutto è relativo (Io penso positivo, perché son vivo)
Magari siete stoici nell’animo e credete che l’uomo sia portatore di un qualche fuoco eterno. Oppure al contrario siete talmente scettici che, mancando assiomi di partenza del vostro schema valoriale, finite per sospendere il vostro giudizio.
Questa premessa menosa – io di filosofia non ne so nulla – per incollarvi un pezzo di Frammenti di un Vangelo Apocrifo (Elogio dell’Ombra, J.L. Borges), che è una alchimia sensata di questi approcci. Non è un compromesso, mai sia! È solo una lezione di ragionevolezza per stare bene su questa terra.
41. Nulla si edifica sulla pietra, tutto sulla sabbia, ma noi dobbiamo edificare come se la sabbia fosse pietra.
Cui prodest?
Qui vi ho messo la versione integrale del testo.
Marco
Le righe che non scriverò mai le ha già scritte il veggente cieco
Jorge Luis Borges e la sua tempesta di sabbia immobile. Libri che non finiscono perché, in realtà, non erano mai iniziati. Donne che puoi amare anche se non sono mai esistite. E poi: il parlamento del mondo.
“Quando ero giovane, mi attiravano i tramonti, le periferie e l’infelicità: adesso, le mattinate in centro e la serenità. Non gioco più a essere Amleto. Mi sono iscritto al partito conservatore e a un circolo di scacchi, che frequento di solito come spettatore, a volte distratto”
da Il parlamento, in “Il libro di sabbia”, Jorge Luis Borges
De “Il libro di sabbia” consiglio “Ulrica”, “Utopia di un uomo che è stanco”, e il racconto che dà il titolo alla raccolta.
Marco
Cosa si prova ad avere conoscenze matematiche avanzate?
Vi consiglio di leggere su Quora la prima risposta (la più votata) a questa domanda. Risposta scritta da un utente anonimo.
Anche solo leggendo i grassetti vi fate un'idea.
Geniale.
What is it like to have an understanding of very advanced mathematics?
@marco_derossi da @quora


