Bartezzaghi e un gioco infinito
Stefano Bartezzaghi, su Doppiozero, ci parla di Foster Wallace e del suo rapporto con i libri-novità.
“Aspettare; anticipare; affrettarsi; sospendere; ritagliare per dopo; ricordare; mettere sul comodino; spegnere la luce; trovare una panchina; spegnere il telefono; presentare al pubblico; parlare a chi non ha ancora letto; commentare per chi non ha ancora saputo, consultare il display con il timer della lavatrice; sincronizzarsi; acquistare un libro-novità; togliere il cellophan e l’etichetta libro-novità a un libro acquistato mesi prima; incominciare a mezzanotte a leggere un libro ex novità acquistato mesi prima (avendo sonno e dovendosi svegliare presto) e non poter dormire prima di averlo finito, imparare a procrastinare; sbobinare conversazioni tenute anni prima con una persona che ora è morta; pubblicare libri postumi; sentire in sogno una voce pacata e amplificata che allittera: “Play, please”. Il tempo, cosa non è.”
Alessandro

ale, ho letto tutto il pezzo di sb. davvero notevole! grazie per la segnalazione
Marco
novembre 7, 2011 alle 12:11