Lo sapevate? Rubo ai poveri per dare ai ricchi.

Non ci avevo mai pensato in questi termini.
Un giornalista del Corriere intervistando Francesco Giavazzi dice Voi proponete anche la liberalizzazione delle rette accademiche.
Giavazzi risponde: “Oggi uno studente costa in media allo Stato italiano 7.000 euro l’anno, ma paga di tasse fra i 1.000 e i 2.000 euro. La differenza la mette, appunto, lo Stato: un trasferimento di denaro dai poveri ai ricchi”.
Vero, non ci avevo mai pensato. È anche vero, però, che i “ricchi” hanno pagato a monte più tasse sul reddito. È anche vero che si chiama università pubblica proprio per questo: offerta dallo Stato che in precedenza si è finanziato con imposte progressive come la carta costituzionale prevede. Bah, questione spinosa e spunto interessante, in ogni caso.
Marco

Se è per questo esistono anche le università private. Sarebbe interessante sapere come si finanziano, non trovi?
mago
gennaio 30, 2012 alle 11:04
Altro paio di maniche. Siam d’accordo, comunque.
Marco
gennaio 30, 2012 alle 11:10
Tecnicamente il ritorno economico deriva dall’inserimento di professionisti nella societa’ che producono altri soldi (di cui parte tasse e l’altra parte fanno girare la famosa economia) e in ogni caso servizi di ogni genere…
Ma si sa, oramai i laureati vanno all’estero a lavorare…
merdischiola
gennaio 30, 2012 alle 15:51
Giavazzi però qui sta assumendo che gli universitari siano ricchi. Il che spesso non è vero.
Lorenzo Tondi
gennaio 30, 2012 alle 19:23
It’s impressive that you are getting thoughts from this post as well as from our dialogue made at this place.
Humor
ottobre 2, 2012 alle 20:34